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  Padule di Fuchecchio



Modello di raccolta differenziata a Pistoia : un sistema spurio e ben poco convincente.

Senza entrare nel merito dell’aumento della TARI nel Comune di Pistoia, cogliamo il momento per fare una riflessione sul sistema di raccolta differenziata attualmente adottato in città.

Partiamo da un dato certificato dall’Agenzia Regionale di Recupero Risorse: al 31.12.2019 la percentuale di raccolta differenziata, all’epoca tutta o quasi basata sul sistema stradale, ammontava al 40,21%, tra le più basse tra i comuni capoluogo della Toscana.

L’esperienza di tante altre città ci dice che solo introducendo una raccolta differenziata porta-a-porta di tutti i materiali (ovvero con l’unica eccezione del vetro, come avviene in comuni limitrofi come Serravalle Pistoiese) si riescono a raggiungere quote importanti di RD. Si prenda l’esempio di Prato che ha raggiunto, sempre alla data certificata di dicembre 2019, addirittura il 73% e dove è stato introdotto un sistema porta-a-porta piuttosto spinto nella quasi totalità della città (che è quasi 2 volte più grande di Pistoia).

Da qualche mese, a Pistoia, si è invece puntato su una scelta “spuria”: nel Centro storico, per pur comprensibili ragioni essenzialmente legate al decoro urbano, sono stati installati dei cassonetti interrati (che certamente avranno dei costi di manutenzione non banali), tenendo presente che , là dove sono stati applicati, in altre città, hanno spesso spostato di pochissimo le percentuali di raccolta (pur sempre di cassonetti si tratta!).

Poi, in altre zone della città è stato introdotto il porta-a-porta solo per il multimateriale e la carta (quest’ultima già presente da anni), lasciando i cassonetti stradali dell’indifferenziato, dell’organico e del vetro; in altre ancora – come abbiamo notato – insistono sempre i cassonetti stradali del multimateriale.

Ora, a parte il rischio di “frastornamento” dei cittadini che si ritrovano a dover gestire vari tipi di raccolta, mantenere la presenza di tre tipologie di raccolta rifiuti “lato strada”, rischia verosimilmente di inficiare quei benefici portati dal pur parziale sistema di raccolta porta a porta applicato. Spesso i cassonetti dell’indifferenziato sono pieni di rifiuti che non dovrebbero esserci, magari perchè il cittadino è “invogliato”, vedendolo davanti a casa, a conferire là dentro, piuttosto che aspettare il giorno di ritiro del multimateriale. Per non parlare dei cassonetti dell’organico.

Noi crediamo invece che la scelta comunque giusta e doverosa di introdurre il nuovo modello di raccolta per alcuni rifiuti, debba essere completata togliendo del tutto i cassonetti stradali ed introducendo (come avviene in tanti altri comuni) il porta a porta per TUTTE le tipologie di rifiuti, eccezion fatta, al limite, per il vetro (fermo restando la possibilità di conferire ad una stazione ecologica)

Così ci sembra invece una gran confusione, un colpo al cerchio ed uno alla botte da improvvisata navigazione a vista, poi naturalmente saranno i dati certificati ARRR a dire se questa nostra impressione sarà fattualmente confermata come noi temiamo.

 

 

 

Comitato per il WWF di Pistoia e Prato

 

Pistoia, 17/06/2021