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  Padule di Fuchecchio



Per un vero programma ambientalista a Pistoia.

Le proposte di Legambiente e WWF di Pistoia per tutti i candidati a sindaco del comune di Pistoia.

Premesse. Intendiamo indicare i presupposti per la CRESCITA della QUALITA’ della vita, non di una crescita economica fondata sul Pil ,strumento privo di senso se  ignora una contabilità ecologica,base delle risorse di beni e servizi che l’economia produce.

Lo ricordava T.P. Schioppa: la questione ambientale coincide a tutto tondo con la questione economica. Il metabolismo socio-economico si regge infatti su due direttrici : flussi di materia e flussi di energia, flussi questi  che non sono infiniti, come mostra di credere un certo mondo della finanza e dell’economia, ma anzi sono limitati e solo parzialmente rinnovabili.  Alla luce di ciò si impone un ripensamento totale di come consumiamo materie ed energia, di come dovremmo riusare le stesse e di come usare le innovazioni tecnologiche per abbandonare l’ideologia della crescita perenne e della società dello spreco.

1)La terza corsia autostradale della  A11 non è una priorità né tanto meno un’opportunità secondaria: vogliamo che sia categoricamente abbandonata. Con l’impoverimento generalizzato dei cittadini a seguito della crisi ,l’aumento del prezzo dei carburanti,nonché la loro progressiva  riduzione, quest’opera rappresenterebbe infatti un dannoso spreco di risorse dei pistoiesi e non.

Vogliamo che il comune mantenga solo la parte del protocollo  regionale che prevede il secondo casello autostradale. Vogliamo invece il raddoppio ferroviario Pistoia – Lucca – Viareggio, magari realizzato soltanto con scambi ad alta tecnologia che consentano , come in Svizzera,  il traffico di 90 convogli al posto dei nostri attuali 45, e vogliamo il  potenziamento del trasporto pubblico locale, da anteporre  a qualsivoglia infrastruttura  al servizio della mobilità privata.

2)

Impronta ecologica. Vogliamo che siano messi al bando i sacchetti usa e getta in mater-bi : auspichiamo la prassi del riuso e  del risparmio, quindi grande distribuzione organizzata,negozi , ambulanti del mercato e clienti devono  usare per gli acquisti le sporte  riutilizzabili:  a Capannori ci sono riusciti, è semplice, lo facevano i nostri genitori, lo possiamo fare anche noi, basta volerlo.

L’amministrazione comunale deve pubblicare ogni 6 mesi i risultati conseguiti in termini di acquisti verdi ,cioè i prodotti che ri-utilizzano la materia proveniente dalla raccolta differenziata e che sono obbligatori per legge. Devono essere pubblici anche gli acquisti  fatti conseguire alla galassia delle aziende pubbliche e pubblico-private  specificando quantitativi di compost, attrezzature in plastica e  carta riciclata acquistata.

Chiediamo che tutti gli anni sia pubblicato e consultabile il bilancio dell’elettricità e del gas consumati negli  edifici pubblici e che siano evidenziati  i risparmi conseguiti annualmente. Si impongono, infatti,  il taglio degli sprechi e il risparmio energetico,a parità di servizi : occorrono soluzioni intelligenti, domotica, Led ai semafori e nelle rotonde, ricaricabili con batterie solari. Sono alcune delle  principali azioni da intraprendere su questa strada.

Vogliamo i servizi sociali siano fondati sulla responsabilità sociale d’impresa sul Last Minute Market, una organizzazione di derivazione universitaria ed esperienza già praticata con successo in molte città:  anche il volontariato  deve  essere partecipe dell’economia reale.

3)

La strada ferrata Porrettana deve rimanere un servizio per i residenti della montagna e per il rilancio della attività produttive di quel territorio. Accettiamo  la riduzione delle corse  in cambio dell’accettazione delle proposte dei cittadini che lì risiedono e  delle associazioni montane,il cui protocollo è ancora in attesa di risposta. Quindi  rifiutiamo qualsiasi servizio sostitutivo su gomma,già rivelatosi peraltro fallimentare: chiediamo che siano rispettate le corse fondamentali nella riorganizzazione di questo servizio, per chiamarlo ancora in questo modo e per non precluderne la dismissione.

4)

Vogliamo l’adeguamento fognario in città e in campagna. Tempi certi e ferrea volontà.  Nel complesso  “il Bosco in città” è stato costruito di tutto,case e strade faraoniche,fuorché  quello che serviva per non avere ciò che oggi continuiamo  a vedere :il Brusigliano trasformato in una fogna a cielo aperto !

Vogliamo l’allacciamento idrico delle frazioni montane.

Vogliamo l’acquedotto per il risparmio idrico nel vivaismo, cisterne e raccoglitori di acqua piovana. Riduttori di flusso in impianti sportivi comunali. Vogliamo erogatori d’acqua di qualità in tutti gli edifici pubblici ad alta frequentazione e  nelle scuole, anche come strumento pedagogico.

Nella gestione di questo bene comune vogliamo  ,come chiesto dal popolo italiano espressosi  nel referendum di giugno ,che siano introdotti elementi di partecipazione vera : è il presupposto per uscire dalla dicotomia publico-privato. E’ necessaria poi la volontà,da parte dell’ amministrazione,  di controllare la tariffa idrica,che si basa sul principio del full recovery cost, perché  è determinata a preventivo,ma non sempre i dati reali collimano con quelli previsti : il paramentro MALL permette infatti di ricalibrare le bollette proporzionalmente agli investimenti effettuati e al rispetto dei piani d’ambito.

5)Stop al consumo di suolo, sì ad una edilizia di RECUPERO dell’esistente e di trasformazione delle aree dismesse. Ricostruire,come in tanti comuni, gli edifici vecchi.  Oggi l’assalto al suolo non è giustificato da una crescita demografica come negli anni Settanta, ma è motivato da sole ragioni speculative: il comune di Pistoia ha subito in questi ultimi anni una cementificazione sconsiderata che deve cessare (la Costituzione tutela il paesaggio!).  Abbiamo delle leggi sbagliate che cambiano il valore del suolo da agricolo a edificabile. Perciò  l’area dell’Ospedale del Ceppo  deve essere protetta da nuove costruzioni  e  valorizzata a verde: orto botanico, orticoltura urbana. Chiediamo che venga preso quanto prima l’impegno di vincolarla urbanisticamente così come tutto il centro storico. Vogliamo altresì che  si dichiari la volontà concreta di riqualificare l’ampio spazio del campo di volo in cui sorge l’Ospedale nuovo. Ormai esiste, per questo  urge bloccare ogni possibilità di ulteriore costruzione nella zona  circostante e realizzare  aree verdi anche con ricorso a privati.

Periferie. Da  “non luoghi “ o al massimo quartieri  dormitori, o zone commerciali ,devono tornare ad essere spazi di relazione e socialità. Servono attrezzature ludiche e servizi , recupero di spazi. Vogliamo un giardino e un orto in ogni quartiere. Chiediamo dunque anche una mobilità al servizio dei quartieri, delle periferie, delle frazioni collinari ,meglio se concertata con i cittadini. Attendiamo,per esempio,un percorso della salute in Bosco in città, prima citato, come dei progetti compensativi per il degrado e la cementificazione di viale Adua: quella è una zona satura, inutile negarlo.

6)Rifiuti solidi urbani: è più che  urgente creare le condizioni per  un impianto di compostaggio  a Pistoia coinvolgendo i cittadini, non ha senso portare a Montespertoli i sacchetti dell’organico.

Imballagi. L’accordo quadro Anci-Conai garantisce le risorse per raggiungere il recupero degli imballaggi: niente  più scuse quindi : è indilazionabile  trovare forme e modalità. Il settore industriale delle materie prime seconde è nato in tante realtà, pertanto vogliamo che la selezione e la valorizzazione di questi imballaggi siano considerate strategiche.

La tariffa puntuale,pagare cioè l’indifferenziato che si produce ,non è utopia: in due comuni serviti da Publiambiente è realtà ! E’ impellente installare, come in tutta la Toscana, i raccoglitori di olio alimentare esausto da avviare al consorzio apposito.  Sono necessarie stazioni ecologiche (ed è quindi necessario prevedere sin da subito dove collocarle) per incentivare il conferimento dei cittadini ed eventuali meccanismi  incentivanti.

E, soprattutto, allargamento del sistema di raccolta differenziata porta-a-porta a tutta la città. Non ha senso mantenere dei quartieri “spot” (centro storico ed  area commerciale di Sant’Agostino), oltretutto in zone non particolarmente antropizzate. La raccolta porta-a-porta (PAP) ha senso solo se attivata nell’intero comune; è inutile ed anzi rischia di essere controproducente, avere, nella stessa città, cassonetti stradali in alcune zone e raccolta PAP in altre. Questo provoca fenomeni di migrazione indesiderata e dannosa (rifiuti che vengono portati altrove). Inoltre, come chiederà il prossimo Piano Interprovinciale di Area Vasta (A.T.O. Toscana Centro), tutti i comuni dell’area Firenze-Prato-Pistoia devono attivarsi per una raccolta differenziata massiccia (i termini attuali sarebbero stati quelli del 65% entro il 2012 ma è pura utopia) attraverso la generalizzazione della PAP. Per Pistoia – che attualmente ha una raccolta assestata sul 40% con il sistema dei cassonetti stradali- restare indietro sarebbe deleterio.  La raccolta dei rifiuti attraverso la PAP comporta un’intercettazione puntale, famiglia per famiglia, che può e deve avere riscontri economici positivi in termini di Tia.

7)

Mobilità e spazi urbani.  Crediamo che sia urgente la creazione di un tavolo tra istituzioni e categorie di utenti,partecipato da interlocutori veri, per ripensare completamente il modo con cui cose e persone possano razionalmente spostarsi a Pistoia. Le premesse ovviamente sono la tutela delle categorie più svantaggiate, anziani e portatori di handicap,e il rispetto della piramide della mobilità che privilegia pedoni e ciclisti, incentiva il mezzo pubblico lasciando quello privato come residuale. L’ orizzonte cui tendere è poi quello di una centrale della mobilità per la rimodulazione del traffico,anche cambiando alcuni sensi di percorrenza,per l’informazione di utenti  e per rendere più duttile,e potenziare,il trasporto pubblico .Coinvolgere eventualmente privati per cercare di far decollare il car sharing,anche questo diffuso in molte città.  L’idea è quella che nessuna zona di Pistoia deve essere trasformata in parcheggio a cielo aperto: tutto lo spazio urbano,periferie incluse,è un bene comune ,pertanto chiediamo una maggiore pedonalizzazione del centro e la creazione di strisce gialle per residenti nei quartieri limitrofi,proprio per scoraggiare abuso e invasione del mezzo privato. Nel dettaglio per il centro è opportuna la revisione sistematica dei permessi ZTL con forti disincentivi per i permessi alle seconde auto: la città murata fu costruita per le persone e per mantenere la qualità della vita tutti devono fare un piccolo sacrificio. Si tratta poi di pochi minuti a piedi e in tutta Europa è un fatto acquisito. La rivoluzione culturale parte anche da queste cose. Potenziare quindi i parcheggi scambiatori esistenti  magari dotarli di bike sharing e abbandonare assurde idee di nuovi come quello di san Bartolomeo.

Conseguentemente si potrà procedere nel favorire la mobilità ciclabile con rastrelliere e tanti piccoli parcheggi coperti per biciclette,gli unici che riteniamo utili in città. Ci preme rimarcare poi che buona parte delle attuali piste ciclabili di Pistoia non ha alcun senso, specialmente quelle che corrono nella zona settentrionale del Viale Adua (interrotte da posti auto, cassonetti e alberi). Non è sufficiente dire di avere le piste ciclabili: occorre farle bene per far sì che i cittadini le usino. Riteniamo inoltre indispensabile la costituzione di un fondo,finanziato dalle multe per l’abbattimento delle barriere architettoniche e segnaliamo che via Ciliegiole costituisce un ghetto urbano.

Vogliamo poi ribadire la necessità di un progetto per le mura urbane di Pistoia : sono state trascurate così a lungo che sono crollate. Il piano Cervellati prevedeva  percorsi pedonali e ciclabili, parco fluviale in alcuni tratti lungo la Brana; è il momento di realizzare idee e rendere le mura   davvero  quel  gioiello che possono diventare.

8)La dipendenza energetica del nostro territorio è imbarazzante. Sviluppo e implementazione biomasse per produzioni energetiche  da affiancare al distretto forestale da un lato e risparmio energetico dall’altro sono le linee guida per la nostra realtà.

Tecnologia led, sperimentazione di costruzioni in legno, coibentazione diffusa degli edifici, minireti di teleriscaldamento anche in pianura al servizio dei distretti scolastici e sportivi sono solo alcuni esempi.

Grazie alla sostituzione delle coperture con impianti fotovoltaici possiamo provare a liberarci dall’amianto in 5 anni coinvolgendo i cittadini con forme di azionariato diffuso. Partiamo dai cantieri comunali e dall’area ex Martinelli.

Il sogno: dalla città del verde alla città dei 1000 tetti verdi perché un minor scetticismo ed una maggiore competenza possono celebrare il matrimonio tra esigenze energetiche e bellezza del territorio

9)Agroalimentare e zootecnia e ORTI.

Vogliamo Incentivare filiere locali ed allevamenti estensivi. Parallelamente al distretto vivaistico e a quello forestale vogliamo un distretto agroalimentare montano : è un fallimento culturale quello di una società che vede nell’agricoltura qualcosa di marginale e di non moderno per lo sviluppo economico. Prevenzione del rischio idrogeologico, politiche  precise per la “custodia” dei boschi e per la pulizia dei fiumi.

Parallelamente  vogliamo che Pistoia  ritorni città degli ORTI: inventario di tutti i terreni urbani e marginali, pubblici e privati. Favorire orti per anziani, didattici e sociali in consorzio con privati e cooperative. Investire cioè davvero nell’orticoltura urbana anche come approvvigionamento ortofrutticolo e recupero dei frutti antichi locali. Coinvolgere  la curia in questi progetti:  ha la proprietà di tanti terreni che rischiano di diventare parcheggi , precludendo così un valore aggiunto a Pistoia. Ritornino belli e coltivati come al tempo dei frati che li custodivano!

10)Investire nella biodiversità, specialmente per quanto riguarda la valorizzazione delle aree montane del comune di Pistoia, con l’istituzione di vere aree protette, nel senso moderno di questo termine: creazione di reti di sentieri ,trekking e ippovie,con preventiva pulizia dei boschi (via Francigena e antiche vie di valico) e di prodotti DOC (castagne) che fungano da attrattiva turistica sostenibile. Crediamo che i tempi siano maturi per una nuova riflessione sulle politiche territoriali anche alla luce della decisione della Regione Toscana che, applicando la metodologia di Conservazione Ecoregionale proposta dal WWF Italia, ha deliberato di dotarsi di un ampio programma regionale per la conservazione della biodiversità. Per una corretta tutela della biodiversità, è’ altresì indispensabile la necessità di una limitazione immediata all’utilizzo di anticrittogamici e geodisinfestanti nel settore vivaistico.

Legambiente Circolo Pistoia

Comitato per il WWF di Pistoia