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  Padule di Fuchecchio

La nostra storia

VITTORIE, SCONFITTE ED IMPEGNO AMBIENTALISTA NELL’ARCO DI TRE DECENNI DELLA SEZIONE WWF DI PISTOIA

a cura di Pier Luigi Palandri

La storia del movimento ambientalista in Italia può essere suddivisa, allo stato, in cinque grandi periodi:
•    Dopoguerra – anni ’60:  i primi passi dell’impegno organizzato per difendere la natura:
Zanotti-Bianco fonda Italia Nostra;
Fulco Pratesi e la nascita del WWF Italia.
•    Anni ’70: la stagione dell’ecologia politica e la nascita del movimento ecologista:
Earth Day a New York e prima Conferenza dell’ONU sull’ambiente; nascita della rivista “Ecologia “ ed incidente di Seveso.
•    Anni ’70 e ’80: la mobilitazione antinucleare da Montalto di Castro a Cernobyl. Il movimento ambientalista si consolida: caso Montalto di Castro e nascita della Lega per le Energie Alternative e la Lotta antinucleare; scoppio nella centrale nucleare di Harrisburg negli Stati Uniti; nascita della Lega per l’Ambiente; movimento referendario e lotta per l’abrogazione del nucleare; disastro di Cernobyl; boom delle iscrizioni alle associazioni ambientaliste; vittoria del sì al referendum abrogativo del nucleare.
•    Anni ’90 e fine millennio: l’ambiente problema globale: buco dell’ozono, effetto serra, desertificazione, ecc.;
prima conferenza mondiale su Ambiente e Sviluppo a Bergen; conferenza di Rio de Janeiro ed “Agenda 21”.
•    Epoca corrente: cambiamenti climatici e degrado della Biodiversità: i vari summit mondiali per il contenimento della CO2.

La storia del WWF a Pistoia e Provincia, ha attraversato ben 4 dei 5 periodi suddetti, atteso che l’altra associazione ambientalista locale (Legambiente) è stata costituita circa 3 anni fa.
Risalgono infatti al 20 marzo 1977, giorno della grande manifestazione antinucleare a Montalto di Castro, i primi passi di avvicinamento al movimento ecologista, con relativa iscrizione al WWF Italia, del sottoscritto e di pochi amici pistoiesi. Nell’opinione pubblica il pensiero ambientalista era ancora visto come un qualcosa di elitario, lontano. A poco serviva l’opera di sensibilizzazione. Successivamente accaddero episodi come l’incidente di Seveso e quello alla centrale nucleare di Harrisburg in Pennsylvania, che vide 20 mila persone manifestare a Roma; in quei giorni scattò la scintilla che mi vide promotore della costituzione di un Gruppo Attivo WWF a Pistoia: era la fine del 1979. Di quello sparuto gruppo di amici, ancora oggi alcuni sono soci WWF; oltre al sottoscritto uno solamente, invece, è ancora un attivista dell’Associazione.
Nel 1981 il Gruppo WWF divenne Sezione Provinciale, con circa 80 soci; oggi ne conta circa 800; numeri importanti che testimoniano quanto il tema dell’ambiente sia ancora molto sentito. All’epoca della costituzione della Sezione, a Pistoia, le associazioni ambientaliste erano diverse: Italia Nostra, Amici della Terra, Lipu, WWF; di questi gruppi oggi, oltre alla neonata Legambiente, è rimasto solo il WWF. Sono scomparse anche le tante “voci” attraverso le quali dette associazioni avevano modo di portare avanti le loro battaglie e far conoscere i loro obiettivi. L’unica pubblicazione rimasta è il giornalino del WWF  “Il Lupo Cattivo” che nel 2011 compie 26 anni di “età”.
Certo durante questi lunghi anni non sono mancati problemi e difficoltà, ma grazie al lavoro svolto da tantissimi volontari che nel tempo hanno dato partecipazione ed energie, il WWF è stato sempre presente in ogni battaglia a favore dell’ambiente.
Certamente il volontariato dei primi anni di questo nuovo secolo, sconta un notevole calo di attivisti soprattutto nella fascia giovanile. Probabilmente l’interesse dei giovani si è spostato verso chi affronta la questione ambientale in maniera più diretta (vedi Beppe Grillo) o con altre motivazioni di fondo (per es. i Comitati).  Anche la nostra Associazione soffre di questo problema. In Sezione comunque abbiamo ancora uno “zoccolo duro” costituito di soci che da anni  con passione e disinteresse personale  porta avanti l’attività. Di buono c’è inoltre una maggiore specializzazione degli attivisti nelle varie tematiche ambientali (rifiuti, energie, biodiversità ecc.);
Sono sicuramente cambiati in meglio anche i rapporti con le diverse associazioni di cacciatori: siamo passati da posizioni di scontro ad un atteggiamento più dialogante, meno ideologico. Una situazione insperata negli anni ’80, anche se i punti di vista sono ancora discordi e le Guardie Giurate Venatorie del WWF non sono viste certo di buon occhio dal mondo venatorio.
In trenta anni, comunque, abbiamo portato avanti tantissime iniziative e combattuto innumerevoli battaglie per una maggiore tutela ambientale. Tra le più importanti azioni mi preme ricordare l’opposizione al disastroso adeguamento della S.S. Porrettana che prevedeva sbancamenti e viadotti, la proposta di istituzione del Parco delle Limentre, la partecipazione alla costituzione della Riserva Naturale nel Padule di Fucecchio, il conseguimento della chiusura della Cava Bruni a Serravalle P.se per eccessive discordanze con il “piano di coltivazione”, la partecipazione al Comitato di Gestione della discarica di Bulicata affinché non si creassero gravi problemi ambientali, un grande lavoro di sensibilizzazione ed informazione sulla problematica dei rifiuti, gli incontri di educazione ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado, la dura lotta contro i vari “Tiro al Piattello” collocati in aree sensibili dal punto di vista ambientale, l’avversione al villaggio turistico delle “Rocchine” che dovrebbe essere realizzato nella stupenda cornice del Montalbano, la contrarietà ai devastanti impianti del “mini-idroelettrico” collocati nei torrenti Lima e Sestaione, il controllo del territorio attraverso la costituzione di un piccolo Nucleo di Guardie Zoofile – Ambientali  e tante altre significative iniziative.
Naturalmente alcune importanti battaglie non hanno dato i risultati sperati.  Tre fra tutte:

  • la questione relativa alla realizzazione dell’ospedale all’ex Campo di Volo, che ha visto la nostra strenua opposizione anche perché con l’edificazione del nosocomio è scomparso il vecchio progetto delle “mura verdi” e dell’”Arboreto”;
  • il Parco delle Tre Limentre: anche se la proposta di istituzione del WWF Pistoia risale al 1996, se ne parla dal 1975  ma ancora non si è trovata la volontà politica per realizzarlo;
  • il “vivaismo” che, a nostro avviso, è ancora senza regole cogenti atteso il tipo di attività ad alto rischio ambientale svolta. L’iniziale dialogo intrapreso a livello istituzionale con la creazione di un “Osservatorio” è naufragato miseramente.

Riteniamo pertanto che sul territorio provinciale ci sia ancora molto lavoro da fare. Specialmente dal punto di vista urbanistico, del verde in genere e della vivibilità. Vorremmo meno cemento, qualche parco urbano ed extra-urbano, un’agricoltura con meno diserbanti e geodisinfestanti, agglomerati urbani più vivibili dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico, una razionalizzazione del traffico nelle città e nei paesi e una gestione dei rifiuti che istituisca finalmente una capillare raccolta differenziata porta a porta.
Il WWF locale si aspetta infine quella crescita di sensibilità ambientale da parte delle istituzioni che attendiamo ormai da trenta anni. Finora gli amministratori pistoiesi si sono meritati da parte della nostra Associazione esclusivamente attestati di cementificatori ed inquinatori (vedi le varie pergamene” “Visigoto d’oro” assegnate  e consegnate ad esponenti politici comunali e provinciali).
Riteniamo altresì indispensabile anche una maggiore partecipazione alla vita associativa della cittadinanza che non può rivolgersi al WWF, come spesso accade, solamente nei momenti in cui una discarica o una nuova pista da sci vengono progettate nelle vicinanze della propria abitazione o paese, per poi scomparire.
Una migliore qualità ambientale si potrà ottenere solo prendendo coscienza che i problemi hanno ormai una valenza generale.

La storia del movimento ambientalista in Italia può essere suddivisa, allo stato, in cinque grandi periodi:

· Dopoguerra – anni ’60: i primi passi dell’impegno organizzato per difendere la natura:

Zanotti-Bianco fonda Italia Nostra;

Fulco Pratesi e la nascita del WWF Italia.

· Anni ’70: la stagione dell’ecologia politica e la nascita del movimento ecologista:

Earth Day a New York e prima Conferenza dell’ONU sull’ambiente;

nascita della rivista “Ecologia “ ed incidente di Seveso.

· Anni ’70 e ’80: la mobilitazione antinucleare da Montalto di Castro a Cernobyl. Il movimento ambientalista si consolida:

caso Montalto di Castro e nascita della Lega per le Energie Alternative e la Lotta antinucleare;

scoppio nella centrale nucleare di Harrisburg negli Stati Uniti;

nascita della Lega per l’Ambiente;

movimento referendario e lotta per l’abrogazione del nucleare;

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La storia del movimento ambientalista in Italia può essere suddivisa, allo stato, in cinque grandi periodi:

  • Dopoguerra – anni ’60: i primi passi dell’impegno organizzato per difendere la natura:

Zanotti-Bianco fonda Italia Nostra;

Fulco Pratesi e la nascita del WWF Italia.

  • Anni ’70: la stagione dell’ecologia politica e la nascita del movimento ecologista:

Earth Day a New York e prima Conferenza dell’ONU sull’ambiente;

nascita della rivista “Ecologia “ ed incidente di Seveso.

  • Anni ’70 e ’80: la mobilitazione antinucleare da Montalto di Castro a Cernobyl. Il movimento ambientalista si consolida:

caso Montalto di Castro e nascita della Lega per le Energie Alternative e la Lotta antinucleare;

scoppio nella centrale nucleare di Harrisburg negli Stati Uniti;

nascita della Lega per l’Ambiente;

movimento referendario e lotta per l’abrogazione del nucleare;

disastro di Cernobyl;

boom delle iscrizioni alle associazioni ambientaliste;

vittoria del sì al referendum abrogativo del nucleare.

  • Anni ’90 e fine millennio: l’ambiente problema globale:

buco dell’ozono, effetto serra, desertificazione, ecc.;

prima conferenza mondiale su Ambiente e Sviluppo a Bergen;

conferenza di Rio de Janeiro ed “Agenda 21”.

  • Epoca corrente: cambiamenti climatici e degrado della Biodiversità:

i vari summit mondiali per il contenimento della CO2.

astro di Cernobyl;

boom delle iscrizioni alle associazioni ambientaliste;

vittoria del sì al referendum abrogativo del nucleare.

· Anni ’90 e fine millennio: l’ambiente problema globale:

buco dell’ozono, effetto serra, desertificazione, ecc.;

prima conferenza mondiale su Ambiente e Sviluppo a Bergen;

conferenza di Rio de Janeiro ed “Agenda 21”.

· Epoca corrente: cambiamenti climatici e degrado della Biodiversità:

i vari summit mondiali per il contenimento della CO2.